lunedì 27 giugno 2011

La prima volta qui


ENRICO "MUTTLEY" NATALINI SCRIVE:

Vorrei solo dire la verità... qui si dice che non mi si apprezza, nonostante l'aver salvato le scarpe a tutti quanti.
Il Grande Capo Jacopo mi ha telefonato circa 5 ore prima della partenza, non faccio in tempo a rispondere, che Jacopo con un tono di gelida paura mista a balbettante preoccupazione inizia a farfugliare qualcosa tipo “5 giorni... ghiacciaio... solo.... telecamera... idroelettrica... aiuto!”. Non capisco bene cosa voglia, gli dico si “SI” per tranquillizzarlo, con la speranza di poterci capire qualcosa appena le pulsazioni del suo cuore fossero tornate ad un ritmo tranquillo. Fatto sta che mi ritrovo alle 6 di mattina in tenuta estiva ad aspettarlo in mezzo alla strada (con la totale inconsapevolezza sugli argomenti inerenti all'utilizzo di un sacco a pelo, degli scarponi, torce, borracce, zaini, felpe e guanti)... questo ci obbliga a fare una piccola sosta in un negozio di articoli di caccia e pesca. Sarà stata l'emozione della partenza per un'ennesima ardua sfida, sarà stato l'inizio dell'avventura da tra i ghiacci, sarà stato il bisogno di renderci egocentrici mostrando il nostro grande spirito di adattamento da veri uomini, ma in meno di 1 minuto ci ritroviamo a correre e fare shopping come 2 checche isteriche in quel negozietto così pieno di colori.
Raggiunto finalmente il paese di Cedegolo i nostri ragionamenti vengono subito assopiti da un pensiero fisso, pensiero che assieme alle altre motivazioni, ha fatto si che ci spingessimo fin qui: MANGIARE.
Per Jacopo non ci sono problemi ad ovviare a questo tipo di problematiche, ha proprio fiuto per queste cose; nel senso che inizia ad annusate in giro, finchè non si blocca guardando in un punto fisso gridando : “DI QUA!” e vi garantisco che ogni volta c'è sempre un ristorantino incredibilmente a buon mercato a meno di 500 mt da noi.
Assopiti i nostri bisogni primari, è giunta l'ora di incontrare i nostri contatti del MUSIL, che dopo averci indicato km e km di allegri condotti idrici in giro per la valle, ci aiutano a sciegliere le tappe migliori per le prossime giornate. Domani ad esempio ci aspetta il Lago di Aviolo e un paesino fantasma di nome Isola (panoramicamente niente male, ma le foto le vedrete domani).
Passato il pomeriggio a settare telecamera, computer e Hard disk (con la stessa semplicità con cui una scimmia risolve un rebus), finalmente si fa la seconda scelta fondamentale della giornata: CENARE.
Naturalmente oltre a runner, operatore, assistente di produzione, acquisitore, segretario di edizione, e capo magazziniere, Jacopo in tutta la sua magnanimità vuole omaggiare le mie spiccate e versatili doti con un'ennesima carica ambita da tutti: quella di CUOCO (“Cuoco di bordo” come direbbe lui) (o per lo meno così dice lui... non so perchè ma il mio sesto senso vede una fregatura di fronte a questo nuovo ruolo...)
nel frattempo sono ancora indeciso se sputare nel suo piatto o no.

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