lunedì 13 dicembre 2010

Grande ritorno!

7 giorni, 9 interviste, 600 km percorsi, 1500 Giga di girato, 23 ore di sonno, 16 kg di pasta, 21 tornei di ping pong, 12 ore di back up, 2 cinghiali, 1 metro di neve.

Questi i numeri che siglano l'epilogo della prima tranche della nostra avventura.

Un'avventura all'insegna delle bizzarrie climatiche, arrivati con un lunedi artico ripartiamo con una domenica di ferragosto.

Dopo una settimana su e giù per i monti della Val Camonica, dopo aver conosciuto le affascinanti storie dei pionieri dell'energia, dopo aver assaggiato ogni tipo di animale che la fauna locale ha da offrire (doveste mai trovarvi a Cedegolo consigliamo il ristorante "Poglia", non potete sbagliare, a Cedegolo c'è un solo ristorante), è con un filo di rammarico che arrotoliamo i sacchi a pelo (non Lucio però, lui arrotola solo il rammarico, perchè il sacco l'ha dimenticato a Milano) dirigendoci verso casa.

Torneremo sulle tracce dell'energia umida la prossima primavera perchè, per quanto robusta, anche una Dacia Logan, alla sola idea di inerpicarsi su di un ghiacciaio con questo freddo, si tira indietro.

Ci scusiamo per non aver potuto garantire costanza nei post ma purtroppo internet non era dalla nostra, ringrazio Daniele che giornalmente mi contattava per avere il bollettino e scrivere gli aggiornamenti al posto mio.

Saluto e ringrazio Jeff, Cinzia, Silvia (che ci ha seguiti da casa), Valentino (che da domani dovrà cominciare a sbobinare), Ciro, per le continue consulenze a distanza, Muttley, per non aver fatto nulla, Gianma che non è riuscito a venire e poi ancora, gli amici della valle: Justine, Ghini (Dio solo sa come si scrive) ma anche e soprattutto la più improbabile coppia di giocatori di pingpong che possiate immaginare: Ale e Dario.

Grazie a tutti per aver seguito il blog, vi invito a seguirci ancora questa primavera!!

Godetevi le 3 foto che quasi accidentalmente l'uomo del backstage ha scattato.




















venerdì 10 dicembre 2010

L'Ascia e il Tronco - Giorno 5





Già percorrere una strada da "muli" in piena montagna a bordo di una larga auto da carico può sembrare, in apparenza, una pessima idea, ritentare è condanna.
Il presentimento giunge di nuovo dall'inconscio quando un tronco marcio ci si para davanti, rami e legna ci sbarrano la strada, non possiamo proseguire.
Stiamo facendo degli interessanti sopralluoghi, i paesaggi ovviamente non mancano e una volta superato questo "ostacolo" (sia fisico che emotivo) si apriranno sicuramente altre novità.
Armati di accette e corde ci siamo dati da fare: dopo aver imbracato l'albero lo abbiamo ridotto ad una scultura da mettere sopra qualche camino snob, la via è libera il documentario può continuare.
Ovviamente avremmo potuto girare i tacchi e percorrere qualche altra strada che ci avrebbe sicuramente regalato molto altro, ma mai perdere l'occasione di usare un' accetta se si presenta l'occasione!

giovedì 9 dicembre 2010

Fedeli - Giorno 4




Si sa, gli animali in montagna la fanno da padrone.
Ma, dobbiamo dirlo, scorazzando abbiamo visto più padroni di animali che il contrario.
I nostri intervistati nonostante la veneranda età (si superano i novanta anni qui) sgambettano più veloci di noi tra le ripide discese di montagna, e, ciascuno di loro ha un fedele amico a quattro zampe che gli saltella felice intorno. Beh, se non altro "saltellava",  i fedeli quadrupedi ci sono parsi, infatti, tanto attempati quanto i loro padroni, oppure estremamente pigri. Il dibattito è aperto.
Tra una lunga intervista e l'atra ci siamo attrezzati come potevamo per passare il tempo, abbiamo perfino costruito un tavolo da ping pong.. trovassimo un uovo che non si rompe alla prima battuta si potrebbe anche giocare
Un'intervista è saltata, ma si recupererà più avanti, nessun problema.

mercoledì 8 dicembre 2010

L'auDacia dei Forti - Giorno 3






La nostra macchina merita un monumento, una Dacia russa ricoperta di neve scala montagne e risale valli che farebbero impallidire gli stambecchi più capaci.
L'unione dell'auto e della Dacia (che è pur sempre un'auto ma tralasciamo)!! L'AuDacia è così ribatezzata, e non voglio sentire storie.
Oggi abbiamo continuato le nostre interviste come da programma, fortunatamente leggere precipitazioni hanno sgomberato l'asfalto dalla neve e questo ci ha facilitato di non poco il lavoro.
La prima parte della giornata è passata intervistando un burbero minatore dalla camicia a quadri, ha fatto scoppiare più dinamite di Wile E. Coyote nella sua carriera, ci ha raccontato delle montagne che ha disintegrato e dei buchi che ha scavato, malinconia da minatore.
Poi abbiamo attraversato in fretta una festa di paese e ci siamo diretti di gran lena a una diga, una enorme diga che funge anche da centrale idroelettrica.
Abbiamo così tanto materiale che non ci basta più la memoria per salvarlo!!! Avete dei Gigabyte da venderci!!?

martedì 7 dicembre 2010

Interview Time - Giorno 2


Il secondo giorno è sembrato più lungo del precedente, non perchè sia stato noioso credetemi, anzi, direi l'opposto.
E' sembrato più lungo solo perchè effettivamente lo è stato, siamo tornati molto tardi oggi, però, abbiamo ufficialmente iniziato a masticare le interviste, e, fra paesaggi mozzafiato e guardiani di grandi industrie con strambi macchinari siamo giunti all'obbiettivo.
Finalmente è iniziato il riversamento del materiale ripreso, dalla memoria della camera alla memoria esterna, quasi un battesimo del fuoco che ci indica che il materiale c'è, è qui, e ci stiamo riuscendo.
Non che avessi dubbi, ma comunque è una grossa soddisfazione.
Ancora cena Camuna, e chi ci ferma più?

lunedì 6 dicembre 2010

Val Camonica - Giorno 1


La neve è stata tanta almeno quanto lo erano le nostre aspettative, una gita al museo di Cedegolo è servita da introduzione al primo giorno della nostra avventura.
Ne siamo soddisfatti.
Il lavoro è stato spedito quanto interessante, pochi sono stati gli intoppi e nonostante la professionalità tante anche le risate.
Scarpinare su e giù per i monti ci ha insegnato tante cose: la prima e forse più importante è che sul ghiaccio si scivola e la seconda che il terreno, per quanto non lo sembri, è duro.
La giornata, dopo tante riprese, si è conclusa con una cena tipica Camuna è stata la fatica fatta a portarci a tavola, lentamente ma inesorabilmente.
Le cibarie tipiche sono sempre accoglienti e, non lo neghiamo, è proprio quello che stavamo cercando.

Il piano di Produzione di un documentario fatto da un Autore.

L'inizio di un'avventura è sempre la parte più facile: si capisce sempre quando comincia (che sia per una grossa esplosione di un elicottero oppure per un'alzataccia alle cinque del mattino). Quindi vada per l'esplosione, quella ci vuole.
Mettere un piede davanti all'altro e avanzare però non è altrettanto semplice, i ponti basculanti e le distese di lava vengono considerati ancora oggi un “problema reale” dal ministero dei “viaggi avventurosi”, perciò si consigliano scarpe pesanti, punte chiodate e resistenza fino a settecento gradi.
Poi, come se non bastasse, ci sono dei punti da seguire, dei ruoli fissi e sacri per un avventura: l'eroe, la spalla, l'informatore e la “zavorra lamentosa”.
Fortunatamente voi avete rispettivamente, operatore, produttore, montatore e “zavorra lamentosa” quindi almeno su questo punto non ci saranno problemi.
Per cui l'unica cosa che mi dà preoccupazione sono i nemici, i nazisti sarebbero preferibili a qualsiasi altro (nessuno prova sensi di colpa per un tedesco), i comunisti sono ancora troppo politici.. gli zombie impegnati...i vampiri sfruttati.. i clown terrificanti, non so...
Come si pretende che si faccia un'avventura senza nemici? Cavolo! Uno cerca di imbastire un piano d'azione serio e non ci sono i nemici. No!! Non voglio i contrabbandieri, fanno molto romanzo per ragazzi! No! Toglimeli da davanti ho detto che non li usiamo per sta avventura! Via!
Nemmeno i rapitori, sanno di già visto.. Come? Lo so che sono belli ma ho detto no, dobbiamo trovare qualcosa di originale per questi ragazzi...
Mi è stato detto di fare un'avventura.. ci vogliono dei nemici.. Guarda dietro quella cassa laggiù, si, perfetto, Ninja!
Ok, ok, ora il mio punto preferito poi è tutto fatto... serve un Villain, qualcuno di malvagio che ordisca le trame delle vostre sventure, un cattivone geniale che non sia fisicamente lì ma che giochi con voi alla più grande partita a scacchi che sia mai stata fatta.
Meglio ancora se ha le iniziali uguali, in modo da poter creare un logo efficace e un nome semplice da ricordare...mmmh, va bene, lo faccio io.

venerdì 3 dicembre 2010

Il Territorio

La Val Camonica è una delle valli più estese delle Alpi Centrali nella Lombardia orientale, lunga circa 90 km, inizia dal Passo del Tonale, a 1883 m s.l.m. e termina alla Corna Trentapassi presso Pisogne, sul lago d'Iseo. Ha una superficie di circa 1335 km2 e 118.323 abitanti.
È attraversata in tutta la sua lunghezza dall'alto corso del fiume Oglio, che nasce a Ponte di Legno ed ha la sua foce nel Sebion tra Pisogne e Costa Volpino.
La Valle Camonica deriva il suo nome dal temine in lingua latina con cui gli scrittori classici chiamavano anticamente la popolazione che vi abitava: i Camunni.

La nostra squadra pernotterà a Capo di Ponte, ospite del Centro Ricerche, a pochi minuti dal quartier generale di Cedegolo, sede del Museo dell'Energia Idroelettrica.

Il progetto

La Valle dell'Energia è un progetto portato avanti dalla Fondazione Micheletti con l'aiuto di Studio Jare.

L'obbiettivo del progetto è quello di realizzare un documentario sulla storia delle centrali idroelettiche nate in Val Camonica agli inizi del '900.

Una troupe di 4 persone percorrerà da nord a sud tutta la valle, seguendo il naturale itinerario dell'acqua.
Tra dighe, torrenti, cascate, centrali e viadotti incontreranno i personaggi che questa valle non solo l'hanno vissuta, ma l'hanno anche costruita ed amata.

Dalla memoria storica di questi pionieristici mestieri daremo vita ad un'imperdibile ora di documentario.

Buona visione!